L’approccio Olistico Hogartiano è un approccio complessivo
all’immersione, che combina una configurazione pulita e
ottimizzata dell’attrezzatura ad una completa compressione
della fisica e della fisiologia dell’immersione, della
giusta pianificazione delle immersioni e del lavoro di
squadra.
Il sub Olistico Hogartiano fa in modo di essere in buona
forma fisica e mentale per effettuare le immersioni, tanto
che sia un tuffo a 9 metri sulla barriera o una immersione
su un relitto a 90.
OH è derivata dalla configurazione hogartiana sviluppata da
vari subacquei che hanno esplorato in profondità le grotte
della Florida ed è stato “distillato” in un sistema da Bill
“Hogart” Main.
La sua filosofia era che “meno è meglio”, se non ti serve
non portatolo.
OH ha esteso questo approccio a tutti gli aspetti della
subacquea, non esclusivamente alla configurazione
dell’attrezzatura.
Configurazione Hogarthiana
Al centro della configurazione Hogartiana si trova l’imbraco
con piastra.
Il sistema è semplice e robusto, ma estremamente versatile.
La piastra d’acciaio o di alluminio viene imbracata con
nastro di nylon da 5 cm, meglio se con una sola striscia di
tessuto o con una fibbia a sgancio rapido (1).
Vengono aggiunti minimo 3 anelli a D: due alle spalle ed uno
al fianco sinistro. Un sacco viene interposto tra bombola e
schienalino e assicura il galleggiamento.
Per immersioni con una sola bombola le dimensioni ottimali
vanno tra 35 e 45 lbs., per bibo si suggerisce 40 –55.
Sacchi oltre 55 lbs. sono considerati eccessivi e servono solo
ad aumentare il profilo del subacqueo accrescendo l’attrito
idrodinamico.
La configurazione Hogartiana sconsiglia l’uso di doppi
sacchi, che aggiungono solo più attrito e sono assolutamente
inutili quando si usa una attrezzatura equilibrata.
Il subacqueo dovrebbe essere in assetto neutro a 4,5 m con
il sacco vuoto e indossando una muta umida o stagna. Ma ha
la possibilità di abbandonare della zavorra in immersione
(la batteria della luce o i pesi veri e propri) per riuscire
a tornare in superficie. Questo richiede anche di non
utilizzare mai pesanti bombole in acciaio insieme ad una
muta umida.

Erogatori
Il sub respira da un erogatore a frusta lunga e in caso di
fine aria del compagno gli passa quello dal quale sta
respirando. In acque libere la frusta può essere lunga anche
solo 1 metro, ma è consigliata di 2 metri e 10.
La frusta da 2 metri scende dal primo stadio, incrocia il
tronco del sub, gira attorno al collo e va in bocca.
L’erogatore di rispetto si porta con un elastico attorno al
collo e rimane appena sotto il mento. In caso di necessità
il donatore sa sempre dov’è l’erogatore di rispetto e deve
solo metterlo in bocca, senza che sia necessario sganciare
alcunché. Allo stesso tempo il ricevente ha una chiara
indicazione visiva (le bolle di scarico del donatore) di
dove trovare l’aria che gli serve ed è anche certo che
l’erogatore che sta per prendere funziona. Il manometro
(solo quello niente console ingombranti) viene attaccato
all’anello a D sul fianco.
Tecnica
L’uso di tecniche corrette è uno dei punti chiave del
repertorio dei sub OH.
La stessa tecnica base gli assicura in divertimento in una
immersione tropicale come su un relitto profondo in acque
fredde.
La tecnica corretta inizia dalla corretta posizione, il sub
OH si muove orizzontalmente in acqua, riducendo il profilo
(e con esso i consumi) e facilitando la capacità di scambio
di gas dei polmoni.
Si presta molta attenzione all’uso di corrette tecniche di
pinneggiamento: il sub OH si impegna a raggiungere la
massima spinta ed il minor impatto sull’ambiente.
Questo si ottiene pinneggiando a rana e con pinneggiamenti
modificati, studiati per non sollevare sospensione.
Quindi il movimento di pinneggiamento è sempre rivolto
indietro ed in alto, mai in basso. L’ultimo dei componenti
principali della tecnica corretta è un adeguato controllo
dell’assetto. Senza di esso il sub OH sarebbe estremamente
inefficiente.
Un buon assetto minimizza l’impatto sull’ambiente (niente
urti al fragile corallo) ed aumenta contemporaneamente la
gioia e la tranquillità dell’immersione.
Il sub OH ha anche impeccabili capacità di gestione
dell’attrezzatura, come dare aria in caso di esaurimento e,
in situazioni più avanzate, l’uso corretto di mulinelli e
rocchetti, efficiente impiego del pedagno e cambio miscela
istintivo. Queste capacità sono affinate dal costante
esercizio.
Non è importante solo apprendere le tecniche, ma anche
mantenerle efficienti. Il set di capacità OH dovrebbero
diventare una seconda natura per il sub, per essere capace
di reagire istantaneamente ad una possibile situazione di
emergenza. Quindi gli esercizi di esaurimento aria, lancio
del pedagno ed uso del rocchetto dovrebbero essere provati
quasi in ogni immersione.

Immersioni
in team
Il sub OH è orientato alla squadra, Questo va ben oltre il
comune approccio dato al sistema di coppia, che può essere
sintetizzato nell’immergersi “nello stesso mare nello stesso
momento”. In acqua conoscere la posizione dei membri della
squadra è una delle preoccupazioni principali del sub OH ma
significa anche che l’immersione è pianificata in anticipo,
sulla base del minimo comune denominatore della squadra, e
significa anche che la in acqua la squadra non oltrepassa i
limiti imposti durante la pianificazione.
Stressare i limiti di un membro della squadra può portare a
spezzare l’integrità del team in acqua, con risultati
potenzialmente catastrofici. Questo non vale solo per le
penetrazioni avanzate su relitto, ma anche nelle più
semplici delle immersioni ricreative.
Conoscere le capacità di ogni singolo sub e del team nel
complesso è una delle preoccupazioni principali del sub OH.
L’approccio di squadra comprende accurate valutazioni
post-immersione, nelle quali la squadra analizza ogni
aspetto della pianificazione e dell’esecuzione.
Questo briefing aumenterà la coscienza in acqua e la
cooperazione tra i membri del team, e non porterò solo ad
immersioni più efficienti, ma anche molto più godibili.

Fisica e Fisiologia
Per il subacqueo Hogartiano Olistico interessa anche una
completa comprensione dei concetti relativi alla fisiologia
ed alla fisica dell’immersione.
Questa conoscenza è non solo informativa, ma anche di
importanza pratica. Conoscere e comprendere i vari modelli
decompressiva informerà il sub OH su come pianificare
correttamente le immersioni, come usare i gas più adatti,
come usare adeguatamente computer e tabelle ed a sapere
quando concludere un’immersione.
Per immersioni in acque fredde la conoscenza delle risposte
dell’organismo all’ambiente freddo metterà il sub in grado
di usare un isolamento adeguato, sviluppare scenari
d’emergenza e di inserire questi fattori nella
pianificazione dell’immersione. C’è una miriade di altri
settori su cui fare ricerca, ed ogni singolo elemento
d’informazione renderà il sub OH più informato e, proprio
per questo, un sub migliore.

Condizionamento fisico
Il condizionamento fisico è parte dello stile di vita del
sub OH.
Non migliora solo le capacità subacquee, ma anche la salute
complessiva, e le persone in salute sorridono più spesso!
Contrariamente al pensare comune, per un sub l’esercizio più
importante è quello aerobico.
Molti credono che per un sub la cosa più importante sia la
pesistica perché:
1) l’immersione non è uno sport aerobico
2) trasportare pesi non è un’attività aerobica.
Questo però non significa che la pesistica non sia
importante per un sub.
Sollevare pesi aumenta la forza, il che facilita il
sollevamento delle pesanti attrezzature sub, rafforza la
struttura ossea, il che riduce la possibilità della necrosi
ossea (un aspetto importante se si fanno immersioni lunghe e
profonde) ed aumenta la massa muscolare magra, che è più
facile da desaturare rispetto al tessuto adiposo.
Il lavoro aerobico però è molto più importante per molte ragioni.
Primo, migliora il condizionamento fisico complessivo, riducendo
la frequenza cardiaca a riposo, migliorando così il consumo,
il che porta a maggior durata della bombola o a consumi minori
in immersioni più impegnative. In secondo luogo essere in migliore
forma fisica ritarda l’insorgere della risposta di panico.
La mente reagisce emotivamente all’aumento della frequenza cardiaca
dovuto all’incremento di attività fisica.
Questo innesca un circolo vizioso che arriva al punto in cui
il sub soccombe ai propri sforzi e diviene passivo. In terzo
luogo il condizionamento fisico aumenta la massa muscolare magra,
che desatura tanto più facilmente.
Inoltre migliora la capacità di scambio gassoso polmonare, cosi
che il sub in forma aerobica sarà capace di denaturare più inerte
ad ogni atto respiratorio e di spingere più O2 nel sangue rispetto
al sub non in forma. Infine l’allenamento aerobico aumenta il
diametro dei vasi sanguigni e aumenta l’estensione della circolazione.
Questo ha due conseguenze: le bolle che si formano nel sangue
non si bloccano tanto a causa del maggior lume vasale, e se
lo fanno il sangue ha più strade per raggiungere l’area bloccata,
riducendo così le probabilità di manifestazione della MDD.
Quindi l’allenamento aerobico dovrebbe essere il primo obiettivo
del sub OH. Il tipo di esercizio non è importante quanto la
sua pratica, ma bisognerebbe effettuare almeno 30 minuti d’esercizio
3 volte alla settimana.

Lo stile di vita OH
L’approccio solistico all’immersione si estende anche alla vita
quotidiana del sub OH.
I concetti di funzionalità minimale, lavoro di squadra per obiettivi
e ottimizzazione di attrezzatura, mente e corpo sono attributi
che beneficiano chiunque.
Ma la cosa più importante è che il sub Olistico Hogartiano si
avvicina alla subacquea con mente aperta ma critica.
Lo stile di vita subacqueo diviene una ricerca di conoscenza
e miglioramento che comprende l’apertura verso altre configurazioni
dell’attrezzatura, teorie e pratiche d’immersione.
Questo non significa un approccio qualunquista all’immersione
–il metodo Hogartiano è stato sviluppato in anni di prove ed
errori, talvolta anche con la perdita di vite umane– quanto
il comprendere che in certi ambienti sono più adatti determinati
metodi.
Ecco quindi che il sub OH ha l’obbligo morale di acquisire familiarità
e di studiare tecniche come l’immersione con configurazione
all’inglese, la foto ed il videosub, ed i pro e contro dei rebreather.
Questo significa che il sub OH conosca bene una moltitudine
di dialetti subacquei e che si confronti con la propria forma
di subacquea a partire dai comandamenti fondamentali della filosofia
solistica Hogartiana: semplicità e funzionalità in un ambiente
basato sul team
